|
Euroludix: a Meeting in Poland!!!
| |

|
 |
|
La mia esperienza in Polonia attraverso il “progetto Comenius” organizzato dalla
nostra scuola, è stata semplicemente fantastica e mi ha permesso di conoscere
nuove interessanti persone ed entrare in contatto con le loro diversissime
culture.
L'obbiettivo principale di questo progetto è infatti quello di unire giovani di
differenti nazionalità affinché possano confrontarsi e allo stesso tempo
collaborare fra loro.
Dopo aver conosciuto i miei compagni di viaggio durante alcune riunioni
preparative, il 7 dicembre dell'anno appena passato, mi stavo imbarcando nel
volo diretto verso Cracovia, ignara di ciò che mi stava attendendo.
Una volta arrivata nella scuola polacca che sarebbe stata sede delle nostre
internazionali attività, il preside della scuola e l'organizzatore del progetto,
mi separarono dal resto della mia della mia delegazione e mi presentarono la
ragazza che mi avrebbe ospitato durante i miei cinque giorni di permanenza in
quella nuova e sconosciuta nazione.
La mia ospitante era una persona splendida. Gentile e disponibile mi ha accolto
in casa sua come se fossi già una della famiglia, facendomi sentire subito a mio
agio. Comunicare con lei è stato molto semplice attraverso l'inglese e anche se
a volte c'è stata qualche piccola incomprensione riuscivamo comunque a farci
capire l'una dall'altra anche gesticolando. La cosa più buffa dei ragazzi
polacchi era che ovunque ti portassero, ogni dieci minuti venivano puntualmente
a domandarti se volevi qualcosa da mangiare o da bere.
Il giorno seguente inizia le varie attività e conobbi i rappresentanti delle
altre delegazioni. C'erano ragazzi francesi, rumeni, finlandesi e lituani,
ognuno con il proprio bagaglio di tradizioni e usanze, pronti a condividerle con
gli altri. Come me, anche loro erano visibilmente spaesati e abbattere il muro
della differenza culturale è stato più facile di quanto credessi. Dopo qualche
piccolo gioco per rompere il ghiaccio, ci hanno divisi in cinque squadre
internazionali, cominciando così a scambiarci informazioni sulle tipiche
tradizioni natalizie di ogni nazione oltre a divertirci cimentandoci nelle
lingue altrui.
Durante il resto della mia permanenza ho passato dei momenti splendidi, provando
sempre cose nuove e visitando luoghi interessantissimi anche se a volte ricchi
di tristezza e desolazione. Come molti avranno intuito mi sto riferendo ad
Auschwitz.
Visitare questo famoso quanto agghiacciante campo di concentramento mi ha fatto
gelare il sangue nelle vene, e la nebbia mattutina che si era formata quel
giorno ha sicuramente contribuito ad aumentare quella sensazione di freddo che
mi ha fatto venire i brividi.
Riportare in poche righe ciò che ho provato sarebbe inutile e soprattutto non
gli renderebbe giustizia.
Fortunatamente però questo senso di vuoto che sentii venne sostituito dallo
stupore provato ammirando la magnificenza del centro di Cracovia,che visitammo
quello stesso pomeriggio.
La città, illuminata già dalle colorate luci natalizie, era davvero stupenda,
affollata dalla gente che si era riversata nei moltissimi negozi alla ricerca di
qualche regalo da confezionare.
Negli ultimi due giorni ho praticato attività divertentissime come il tiro con
la carabina o giocare a bowling in compagnia sia dei miei nuovi amici incontrati
durante il meeting, sia con gli altri ragazzi italiani con la quale ho potuto
instaurare una meravigliosa amicizia.
L'ultimo giorno è sicuramente stato il più triste di tutti poiché fra lacrime e
singhiozzi per alcuni di noi, abbiamo a malincuore lasciato le nostre “seconde
famiglie” con la quale ognuno di noi aveva legato moltissimo.
Il bello di quest'esperienza è che tutt'ora riesco a mantenere i contatti con
tutti gli amici che ho conosciuto e sentire che anche loro vorrebbero tornare a
quella fantastica settimana mi fa sentire ancora più vicina a loro malgrado la
distanza permetta il contrario.
Non dimenticherò mai questa incredibile esperienza e se mai sarà possibile, non
ci penserei due volte prima di ripeterla; per ora però mi accontento di rivivere
questi ricordi durante la ricreazione, in compagnia dei miei speciali ex
compagni d'avventura, ormai divenuti una parte importante nella mia vita.
Anita Scarso 4^ A
|